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Questa rubrica, cercherà di informare i genitori sulla salute dei propri figli.
Attraverso articoli e recensioni, verranno trattati argomenti di interesse pediatrico, e discussi i disturbi più frequenti che colpiscono i bambini.
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La febbre

La febbre è il motivo più frequente di preoccupazione per le famiglie e di chiamata per il pediatra. ( dalla nascita all'adolescenza sono più di 50 gli episodi febbrili)
Molti genitori sono convinti, erroneamente, che la febbre provoca danni al cervello. In realtà, la febbre, non è una malattia, ma una reazione di difesa del nostro organismo ad infezioni virali( raffreddore, influenza, malattie esantematiche) o batteriche ( tonsillite, otite ecc.).
La temperatura può aumentare anche dopo le vaccinazioni, dopo sforzi, assunzione di pasti o bevande calde, riscaldamento eccessivo dell'ambiente.
Come misurare la febbre
Evitare di misurare la temperatura subito dopo che il bambino si è alzato dal letto o dopo aver mangiato
- nel bambino di età inferiore ai due anni, misurare la temperatura per via rettale.
- nel bambino più grande (o quando c'è diarrea) è preferibile l'ascella.
- il termometro auricolare misura rapidamente la temperatura (è un bel vantaggio!), ma richiede una certa pratica.
E' febbre una temperatura ascellare superiore a 37,4° C o rettale superiore a 38°C.
Uno sguardo d'insieme
Per decidere cosa fare, il primo criterio da considerare è : "come sta il bambino", l'esperto più attendibile per stabilirlo è il genitore che conosce meglio di tutti il bambino.
- è pallido?
- ha voglia di giocare?
- piange continuamente o è più calmo del solito?
- ha vomito , diarrea?
- ha difficoltà a muovere la testa o il collo?
Il più delle volte è necessario aspettare 24 ore prima che questi segni si manifestano, e l'intervallo di tempo tra comparsa della febbre e localizzazione dell'infezione può richiedere più di 24 ore.
Quindi se non ci sono sintomi che preoccupano, è preferibile rimandare la visita del pediatra di 24-48 ore, perché una visita precoce non mette il medico in condizione di fare la diagnosi ed una cura più mirata.
Quando consultare subito il pediatra?
- se il bambino ha meno di tre mesi, è molto irritabile e non si riesce a consolare.
- se è molto sonnolento e si fa fatica a svegliarlo.
- se fa fatica a muovere la testa ed il collo.
- se ha macchie rosse o scure sulla pelle.
- se ha un forte dolore alla pancia.
La cura: cosa fare?
Dargli da bere acqua, tè o camomilla poco zuccherati ed a piccoli sorsi (per non stimolare il vomito)
Cosa non fare
- forzarlo a mangiare
- coprirlo molto (il corpo deve traspirare per disperdere il calore)
- spugnature con alcol
- obbligarlo a rimanere a letto
(Il bambino con la febbre può essere accompagnato dai nonni, se i genitori lavorano, o dal pediatra per la visita, richiedendo un appuntamento per evitare una lunga attesa)
I farmaci
Si usano gli antifebbrili se la febbre causa malessere al bambino e comunque per temperature superiori a 38.5°C ascellare e 39°C rettale, fa eccezione il bambino che ha avuto episodi di convulsioni (in questo caso usare i farmaci a temperature inferiori)
Il farmaco di prima scelta nel bambino è il paracetamolo (tachipirina, acetamol, efferalgan).
Farmaco alternativo per efficacia e sicurezza è l'ibuprofene (antalfebal, nureflex).
E' controindicato l'acido acetilsalicilico (aspirina) se il bambino non ha raggiunto i 15 anni (la sua somministrazione in corso di malattie virali è stata associata ad una grave malattia: la sindrome di Reye).
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Archivio Completo
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Risposta alle vostre domande
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Data : 30/05/2006
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Ho un bambino di circa 16 mesi e dall'11 cammina, mi accorgo che inarca molto le gambe e normale? grazie di trovare il tempo anche x decicarsi a questa, che ritengo molto esaustiva, rubrica; se almeno il 20% delle mamme la leggessero sicuramente si ridurrebbero di parecchio le sue interminabili code.
Se ho capito bene la domanda, suo figlio ha il ginocchio varo (gambe arcuate).
Alla nascita, quasi tutti i bambini, presentano gli arti inferiori normalmente arcuati. Questo aspetto, si accentua, quando il bambino comincia a stare in piedi ed inizia a camminare.
L'incurvamento è variabile, ma nella maggioranza dei casi, è una condizione fisiologica e migliora entro i 2 anni e mezzo di vita, senza nessun intervento terapeutico.
Detto ciò, è bene precisare che in alcuni casi (pochissimi), è necessario escludere cause patologiche che provocano le gambe arcuate: il rachitismo e la malattia di Blount.
I segnali di allarme sono l'incurvamento eccessivo o asimmetrico, oppure non vedere miglioramento entro i 2 anni e mezzo. In questi casi, è utile richiedere una radiografia ed una consulenza ortopedica.
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Data : 08/05/2006
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vorrei sapere perchè ogni volta che do la tachipirina a mio figlio gli vengono le convulsioni...se invece lascio che la febbre faccia il suo corso, non gli succede niente. Com'è possibile?
La tachipirina (paracetamolo) , è un farmaco utile per abbassare la temperatura corporea e per alleviare i fastidi che la febbre provoca. Non cura la malattia , causa della febbre, e non ne abbrevia la durata.
Se lei, ha dei dubbi sulla tachipirina , fa bene a non utilizzarla. Quando deve somministrare un farmaco per lenire i disturbi della febbre, come suggerito nell’articolo, può ricorrere a farmaci alternativi (Ibuprofene, nome commerciale: Antalfebal).
Non credo, però, che le convulsioni siano da attribuire alla tachipirina. Non ci sono studi che provano l’associazione tra la somministrazione di questo farmaco con le convulsioni febbrili. Suo figlio, fa parte di quel 30% di bambini che soffrono di convulsioni recidivanti (più convulsioni in successive malattie febbrili).
Le cause che determinano, in un bambino, il ripetersi delle convulsioni sono:l’età di comparsa del primo episodio (in genere bambino sotto i 18 mesi) e la familiarità ( ci sono altri casi nella stessa famiglia).
Perché, può sembrare la tachipirina la causa scatenante (come nel caso di suo figlio)?
La convulsione, è noto, si manifesta durante il rialzo termico, è facile, quindi, la coincidenza con la somministrazione del farmaco. Ma la maggior parte dei bambini ha le convulsioni prima che si somministrano antifebbrili, ed i genitori si accorgono che il bambino ha la febbre dopo aver ,con angoscia, assistito alle convulsioni.
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Data : 08/04/2006
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Ho saputo del progetto "nati per leggere" che il pediatra di Rocca di Neto sta portando avanti e mi piacerebbe saperne di più...grazie
“Nati per leggere”, nasce in Italia nel 1999 su
iniziativa dell’Associazione Culturale Pediatri, del Centro per la salute per
l’infanzia e dell’Associazione Biblioteche Italiane. Il progetto
segue l’esempio di un’iniziativa simile negli Stati Uniti ( Reach out and
read).La lettura ad alta voce, già a partire dai
primi mesi di vita soprattutto se fatta dai genitori, secondo l’esperienza già
maturata, determina notevoli vantaggi sullo sviluppo dei bambini.
Il
progetto, tende a mobilitare la comunità più sensibile, a sostegno del diritto dei
bambini ad avere più opportunità per lo
sviluppo intellettuale ed affettivo, ritenendo le occasioni
socio-culturali offerte ai più piccoli, fondamentali per una migliore
affermazione della persona.
L’obiettivo è coltivare
tra i genitori , in particolare nelle famiglie in svantaggio culturale, sociale
ed economico, l’abitudine a leggere ai propri figli e prevede a tal fine, la
promozione di iniziative per trasmettere ai genitori questo messaggio. E’ quindi
indispensabile, costituire strutture operative locali per sensibilizzare i
contesti familiari, educativi e sanitari , sulla lettura a voce alta come
fattore di promozione e benessere sociale dei bambini.
E’
stato dimostrato che leggere già nei primi mesi di vita fa
bene perché:
1)
facilita lo sviluppo delle competenze necessarie per imparare a
leggere.
2)
Favorisce la precoce costituzione dell’intelligenza
narrativa.
3)
Aumenta l’ampiezza del vocabolario e diminuisce la fatica di
leggere.
4)
Aiuta il bambino a familiarizzare con le regole del
linguaggio.
Non ultimo
5)
favorisce l’attaccamento tra genitori e figli.
In
sintesi, previene l’insucceso scolastico e la conseguente frustazione che porta alla riduzione dell’autostima,
elementi che aumentano il rischio dell’abbandono scolastico, e nei bambini di
famiglia economicamente disagiate, ad incrementare il ciclo della povertà.
Per
rafforzare il messaggio sull’importanza della lettura a voce alta sono
necessarie alcune iniziative:
-
Il dono del libro, durante i
bilanci di salute effettuati dai pediatri, oppure durante le sedute
vaccinali.
-
Attività di formazione per genitori e lettori volontari. Lettori che possono svolgere la
loro funzione nelle biblioteche, asili nido, scuole materne, sale di attesa di
ambulatori e consultori e che con il loro esempio devono contagiare i genitori,
inducendoli una volta tornati a casa, a leggere al proprio figlio il libro
donato dal pediatra.
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Data : 01/04/2006
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Cosa bisogna fare nel caso in cui dopo avergli dato i farmaci prevesti la febbre non accenna ad abbassarsi ?
Se la somministrazione dell'antifebbrile(o antipiretico) non determina l'atteso calo della temperatura dobbiamo chiederci:
- abbiamo usato il dosaggio giusto?
- Il bambino ha vomitato il farmaco assunto per via orale, oppure ha avuto una scarica di diarrea se abbiamo utilizzato una supposta?.
Escluse queste evenienze, sono necessarie alcune considerazioni.
- Qualsiasi antipiretico comincia a fare effetto dopo 30 minuti.
- A volte la temperatura si abbassa di poco o rimane invariata sia per la virulenza del germe (succede con i virus, es. l'influenza) oppure perché la temperatura stava ulteriormente aumentando e viene bloccata dall'antifebbrile.
- L'antipiretico non cura la malattia , ma ha efficacia sui sintomi ( febbre, dolori muscolari,cefalea) , quindi va utilizzato per alleviare il malessere del bambino.
Questo ci insegna che di fronte ad un bambino con temperatura di 39°, ma vivace, con appetito, usare l'antipiretico non è indispensabile. Viceversa, di fronte ad un bambino con 38 di febbre, ma sofferente (mal di testa, irritabile) l'antipiretico ha più senso. In questo caso, se non abbiamo il miglioramento della sintomatologia, possiamo ricorrere ad un farmaco alternativo: ibuprofene (antalfebal) al posto del paracetamolo (tachipirina).
A volte, su consiglio di parenti o vicini di casa, specie se la febbre è alta si somministra l'antibiotico al bambino. E' una falsa credenza!, l'antibiotico non fa abbassare la temperatura, ma si deve somministrare solo dopo che il medico ha fatto diagnosi di infezione batterica (otite, tonsillite, broncopolmonite).
RICORDIAMOCI SEMPRE che la febbre stimola il nostro sistema immunitario a difenderci contro le infezioni. Accanirsi contro la febbre, non solo non è utile, ma a volte, rallenta la guarigione. L'antipiretico usiamolo quando la febbre fa soffrire i nostri bambini.
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