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Azione Cattolica dei Ragazzi
L'Acr è......

All'interno delle Associazioni parrocchiali, diocesane e nazionale l'Azione Cattolica dei Ragazzi è aperta ai fanciulli e ai preadolescenti dai 6 ai 14 anni circa.
L'Azione Cattolica dei Ragazzi ha il fine di offrire ai fanciulli ed ai preadolescenti che vi aderiscono l'organica esperienza di vita ecclesiale e di impegno missionario propria dell'ACI realizzata a misura delle varie età.
L'Azione Cattolica dei Ragazzi si articola in varie sezioni secondo le esigenze (età, sesso, ecc.).
L'Azione Cattolica dei Ragazzi attua il suo compito formativo e missionario nelle diverse sezioni attraverso la vita di gruppo - per una più consapevole partecipazione alla comunità ecclesiale - caratterizzata da tre momenti tra loro complementari: catechesi, vita liturgica sacramentale, servizio di carità. A tal fine i gruppi sono aiutati e guidati da educatori specificamente preparati che collaborano con le famiglie alla educazione umana e cristiana dei ragazzi. Alla vita del gruppo vengono interessate le famiglie.
Gli organi diocesani dell'ACR curano la preparazione e formulano proposte per la scelta degli educatori. Gli educatori ed i responsabili delle sezioni dell'Azione Cattolica dei Ragazzi sono nominati dal Consiglio dell'Associazione parrocchiale secondo norme stabilite dal Regolamento. Gli educatori ed i responsabili dell'ACR parrocchiale la rappresentano nell'assemblea parrocchiale dell'AC. Nel Consiglio dell'Associazione parrocchiale l'ACR è rappresentata dai responsabili delle sue sezioni. I responsabili diocesani dell'ACR sono eletti dai responsabili parrocchiali della stessa ACR e ratificati dal Consiglio dell'Associazione diocesana. Analoga procedura è prevista per i responsabili nazionali. Un rappresentante dell'ACR fa parte della Presidenza dell'Associazione a tutti i livelli.

Le mete dell'ACR

L'articolazione del fine dell'ACR nelle quattro mete che seguono è solo per favorire approfondimenti e per consentire la possibilità di programmare degli itinerari con obiettivi concreti e verificabili: esse infatti unitariamente considerate descrivono il "tipo" di ragazzo che il progetto ACR intende contribuire a "costruire".

Prima meta:educare il ragazzo al dono di sé

Il ragazzo è aiutato ad aprirsi al graduale rapporto con gli altri, curandone lo sviluppo e la qualità.
Egli dovrà scoprire che "ci sono anche gli altri" e che questi altri sono persone come lui. Mentre aumenta il numero delle persone di cui fa la conoscenza, il ragazzo deve acquisire capacità stabili di accettazione, rispetto e apprezzamento nei loro confronti; considerarle, nell'ottica della fede, quali figli dello stesso Padre e quindi fratelli; abilitarsi alla collaborazione e al servizio; percepire che queste persone formano comunità e che la comunità attende da lui cosciente senso di appartenenza ed impegno di partecipazione e di apporto costruttivo, secondo la linea della carità evangelica.

Seconda meta: educare il ragazzo alla responsabilità

Il ragazzo è persona e, come tale, soggetto attivo di scelte, di decisioni, di azioni. Di questi suoi atti egli si sente responsabile in quanto dipendono da lui ed è chiamato a risponderne. La progressiva responsabilizzazione del ragazzo comporta quindi la capacità di aprirsi alla propria dignità di persona, di soggetto libero, di autore consapevole delle proprie azioni di cui misura sempre più la portata, dentro il "disegno" sapienziale di Dio.

Terza meta: educare il ragazzo al rapporto personale con Cristo

Cristo è presente in mezzo agli uomini con il suo Spirito per condurli al Padre. Egli ama incontrare ogni uomo, ogni ragazzo, per fargli dono della salvezza. Il battesimo è la prima realizzazione di tale incontro. L'incontro va però scoperto, apprezzato, ratificato mediante un cosciente e crescente aprirsi a Cristo da parte del ragazzo. Ciò avverrà attraverso un cammino di fede adatto alla sua età. I ragazzi saranno aiutati a incontrare Cristo nella molteplicità delle presenze che realizza: la Parola, la liturgia, la preghiera, i fratelli, gli avvenimenti e le azioni evangeliche. Questi incontri genereranno un rapporto permanente con Cristo concretato nella sequela e nella testimonianza.

Quarta meta:educare il ragazzo a vivere la Chiesa....

Chiamato ad un rapporto vitale con Cristo, il ragazzo è in pari tempo chiamato a far parte di quel "corpo di Cristo" che è la Chiesa. Di questo "corpo" Cristo è il capo, il ragazzo un membro. Capo e membra, formano la famiglia dei figli di Dio: la Chiesa animata dallo Spirito. Questa appartenenza alla Chiesa deve realizzarsi e dispiegarsi nel ragazzo secondo un crescendo articolato di atti vitali: la graduale scoperta della comunità, la consapevole appartenenza ad essa, la partecipazione impegnata alla sua vita, la scoperta della propria vocazione personale, il servizio, la testimonianza di Cristo tra i fratelli.



AZIONE CATTOLICA ROCCA DI NETO
(PARROCCHIA S.MARTINO VESCOVO)
RESPONSABILI
GIOVANNI SCULCO
ROSELLA DATTOLO
GIANNI MAZZEI
RITA BRASACCHIO
CARMELITA ARCURI
CARMELITA FRAGALE
VALENTINA BARRETTA
AZIONE CATTOLICA ROCCA DI NETO
(PARROCCHIA SANTA MARIA BERTILLA)
RESPONSABILI
VACCARO ANTONIO
PUGLIANO GABRIELLA
MELE FILOMENA
MAURO MARIA FRANCESCA
SESTITO CATERINA
ESPOSITO GIULIA
LETTIERI PIETRO PAOLO


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